
Una serata dedicata ad Ennio Fantastichini. Ieri sera al Cinema Farnese, Alessandro Haber ha dedicato la proiezione del suo film, “In viaggio con Adele”, al grande attore scomparso improvvisamente, sabato 1 dicembre, a 63 anni. La Casa del Cinema di Roma accoglie oggi amici e parenti di Fantastichini, per l’ultimo saluto. La camera ardente sarà aperta dalle ore 15 alle 19.30 presso la struttura del parco di Villa Borghese. È previsto un ricordo pubblico intorno alle ore 18. Alle ore 20, inoltre, verrà proiettato il film “Mine vaganti”, diretto da Ferzan Ozpetek, grazie al quale Fantastichini ha vinto nel 2010 il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista. Haber ha ricordato l’amico pronunciando parole meravigliose, e ricordando la loro lunghissima amicizia. Fantastichini è stato omaggiato da un lunghissimo applauso dai numerosi presenti che hanno affollato la sala.
“In viaggio con Adele” sarà presto in visione su Sky. Il lungometraggio interpretato da Haber e Isabella Ferrari è l’opera prima di Alessandro Capitani. Una commedia italiana dolcissima che sfiora la sindrome di Asperger. “Ci siamo tenuti molto larghi con questa malattia – sostiene Haber – nel senso che non abbiamo voluto definirla esattamente, una malattia neurodiversa. La protagonista è una persona che ha dei disturbi e che non ha nessun tipo di pudore. Una bambina cresciuta che ha assimilato nozioni, che vive in maniera molto istintiva, senza riserve. Come se fosse una ragazzina che dice sempre quello che pensa. Perché non ha sovrastrutture, non è stata contaminata dal perbenismo, dalle letture, da reticenze, da insegnamenti. È una “ragazzina” che cambia la vita al padre. Un egocentrico. Un famoso attore di teatro, vegano, preso solo dal suo lavoro, che non ha rapporti veri con nessuno. Un egoista, un opportunista, un uomo che “usa” le persone. Grazie ad un viaggio l’uomo capisce che la sua vita può cambiare in meglio, che ci sono cose più importanti come l’affetto, l’amore che è condivisione, che è dare, essere generosi. E queste due solitudini – quella del padre e della figlia – in qualche modo si riempiono improvvisamente, perché c’è amore. L’amore probabilmente può salvare il mondo. E lui in qualche modo si salverà da una vita intrisa di paura, di aridità. E scopre finalmente un sentimento puro, per cui rinuncia alla sua grande occasione, fare finalmente un film”.

Haber si commuove ricordando Fantastichini: “Sto pensando a Ennio. Ennio era mio fratello. Una persona con cui ho condiviso tutto. Mi sta nella testa, nel cuore, nella carne. Era un uomo meraviglioso, un artista unico, irripetibile, originale. Un amico sincero. Se fosse stata una donna sarebbe stata la mia amante, la mia donna. Io l’ho salvato quando era ragazzino. Aveva 25 anni e aveva fatto uno spettacolo meraviglioso con Margherita Buy: “La Stazione”. Aveva fatto altri film. Ma in certi momenti di scoramento ricordo – ho 8 anni più di lui – che voleva abbandonare questo mestiere. Perché non lavorava abbastanza. Stava male. Diceva che non ne valeva la pena. Io l’ho convinto e gli ho dato la forza e il coraggio di andare avanti, e di fargli capire che se uno ha talento deve avere pazienza, aspettare, lottare, perché il talento, poi viene premiato. Insomma, in qualche modo l’ho aiutato. Questo gli è servito e ci ha legato. Ma io l’ho fatto perché sentivo che da quella parte c’era tanta roba. Se n’è andato un uomo che aveva tante cose da dire. Mi viene in mente Lucio Dalla. Perché era onnivoro, intelligente, “avanti”. Aveva ancora tante di quelle cose da raccontare ancora, tante storie, che avrebbero riempito tutti noi”.
@vanessaseffer
Gli operatori dei servizi sanitari presentano un rischio significativo di subire atti di violenza durante la propria attività lavorativa. Si tratta di un fenomeno così rilevante che il ministero della Salute ha emanato una specifica raccomandazione sull’argomento e ha inserito la “morte o grave danno in seguito a violenza su operatore” fra gli eventi sentinella che devono essere segnalati attraverso il flusso Simes. La Regione Lazio nello scorso luglio ha istituito l’Osservatorio regionale per la sicurezza degli operatori Sanitari e ha recentemente approvato un “Documento di indirizzo sulla prevenzione e la gestione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari” elaborato dal Centro regionale rischio clinico. Per queste ragioni abbiamo voluto sentire Giuseppe Sabatelli, coordinatore del Centro e risk manager della Asl Roma 5.
La patologia oncologica in Italia presenta un impatto economico di rilevanza crescente sul sistema sanitario del nostro Paese. Al contempo, e questo rappresenta una buona notizia per noi cittadini, è in aumento anche la speranza di vita legata alla diagnosi grazie anche alla disponibilità di trattamenti sempre più mirati, maggiormente efficaci e con effetti collaterali moderati. Certamente è complicato iniziare un articolo sul “pianeta cancro”, con tutti i risvolti emozionali intrinseci all’argomento, con parole come “impatto economico”. Tuttavia occorre ricordare che sin dal 1992 in Italia ha preso avvio il processo di aziendalizzazione del Servizio sanitario nazionale a seguito del Decreto legislativo numero 502 del 30 dicembre 1992.
Temevamo un momento come questo in cui medici, anestesisti e dirigenti sanitari di tutte le regioni e in ogni capoluogo d’Italia avrebbero incrociato le braccia. Accade oggi, giornata in cui è stata organizzata una manifestazione unitaria per 24 ore, così come accade per i trasporti urbani ed extraurbani (metropolitane, bus, treni, aerei) quando ci bloccano il Paese. Ma questa è ben altra cosa. Cosa succede se ci sentiamo male, se abbiamo un incidente e ci portano al Pronto soccorso? Se accade a nostro figlio che va in moto, se succede a nostra madre che ha 80 anni? Le urgenze saranno come sempre garantite.
“La salute mentale, come spesso la solitudine degli anziani, è una tematica molto trasversale”. È questa l’idea di Paolo Ciani, membro della Comunità di Sant’Egidio dal 1984, consigliere regionale del Lazio, esperto di politiche sociali. Nei giorni scorsi alla Regione Lazio si è tenuto un seminario dal titolo “La città che cura”, organizzato proprio dalla Comunità di Sant’Egidio, che in collaborazione con la Asl Roma 4 e il Comune di Civitavecchia, ha realizzato una rete di convivenze protette, residenze a costi sostenibili dove ci si può curare a domicilio, per persone con disturbi mentali e disagio sociale, guadagnandoci soprattutto in termini di qualità della vita e di rapporti umani. A questo incontro ha partecipato il personale sanitario del servizio pubblico, del privato convenzionato. Così come assistenti sociali, volontari, associazioni del privato sociale e della salute mentale. È stata una grande opportunità per riflettere sui diritti delle persone con disturbo mentale conquistati con la legge 180-1978 e su come “modulare i servizi della salute mentale affinché questi diritti (vivendo nel proprio ambiente, alle cure sanitarie territoriali, alla casa, al lavoro, alla famiglia), siano effettivamente garantiti”.
Più che un mistero un paradosso storico-bellico. L’asta filatelica della “Ferrario Casa d’Aste” è iniziata ieri e si conclude oggi a Milano. Tra i tanti lotti interessanti spicca il lotto numero1645 che propone, alla sottoquotata base di euro duemilacinquecento, tre francobolli. Per le vicende storico-belliche, esistono allo stato di nuovo ma non potrebbero esistere allo stato di usato. Per anni nelle mani di Roberto Nardacci, studioso filatelico e collezionista d’arte, i tre “non emessi della Fratellanza d’armi” (quando un francobollo non è circolato è definito un “non emesso”) annullati dai timbri postali del 1941.

Il dottor Ugo Donati è il direttore del Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, cittadina laziale dove pochi giorni fa è avvenuta l’ultima aggressione in ordine di tempo ad operatori sanitari.
Si avvicina venerdì 23 novembre e se le previsioni non meteorologiche si avvereranno sarà un venerdì nero, ma di un nero piceo per la sanità pubblica del nostro Paese. È annunciato lo sciopero generale indetto dai medici. Le motivazioni sono note, a distanza di ormai quasi un decennio dall’ultimo contratto. E altrettanto noti sono gli slogan usati per pubblicizzare e far comprendere ai cittadini le motivazioni stesse e per averli finalmente dalla loro parte della “barricata”. E sulla nuova ed efficace modalità comunicativa adottata dai medici il
Venerdì scorso nel Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli un uomo ha aggredito gli operatori, danneggiato i locali e creato momenti di panico. Il responsabile, classe 1989, raggiunto dalle forze dell’ordine in un bar poco lontano, seppur pentito delle sue azioni e intenzionato a ripagare i danni materiali provocati, è stato comunque denunciato per i danni causati a persone e cose e per interruzione di pubblico servizio. Solo pochi mesi fa il segretario della Cisl medici Biagio Papotto, aveva evidenziato la drammaticità della situazione dei medici e degli operatori sanitari, troppo spesso aggrediti durante le ore di lavoro, suggerendo di non lasciare impuniti simili attacchi a tutte le professionalità ospedaliere. Le aziende non dovrebbero voltare le spalle ai propri operatori. Piuttosto, dovrebbero schierarsi come parte civile al fianco dei medici e degli operatori sanitari. Con un obiettivo: dare una dimostrazione forte del disagio provocato alla categoria dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari che agiscono per il bene della comunità e spesso si ritrovano bersaglio di offese, minacce, addirittura di violenze fisiche. Chi ha denunciato non deve restare da solo.